LUTKA
Lutka, che nelle lingue slave significa burattino, come tale si comporta: agisce d’istinto, fa il gradasso, ma poi ha paura, e cerca sempre di rivoltare la frittata a suo vantaggio. Mario il proprietario è il classico “ciacaron” romagnolo (ed evoca nei modi e nei tratti un famoso romagnolo...). Tutto fumo e niente arrosto è un domatore di bestie feroci, ma che di feroce hanno solo la voce, anzi il bestia che lui afferma di comandare a bacchetta, in realtà lo domina con i suoi capricci.
Attraverso i lazzi classici del teatro dei burattini “Lutka” tratta il tema della proprietà, intesa come potere cui tutti soggiacciono, anche chi fino a poco prima l’ha combattuta. E’ il burattinaio, “deus ex machina” dello spettacolo, a rimettere ordine nel teatrino con il suo intervento ripristinando il giusto finale. Liberamente tratto dal testo Il proprietario del burattinaio argentino Roberto Espina.